Tips & Tricks
Accesso remoto in totale sicurezza, si e come?
Con l’utility ssh, integrata nel pacchetto OpenSSH, è possibile effettuare l’accesso in altre macchine in remoto, e logicamente lavorarci come se fossero in locale.
L’uso del comando ssh è parecchio semplice e, grazie al supporto dei più potenti sistemi di cifratura, è anche parecchio sicuro.
Ma il punto di forza è che con un client e con il server SSH opportunamente configurati, è possibile amministrare computers connessi in Lan, Internet, senza spostarsi dalla propria poltrona.
Un esempio se vogliamo collegarci alla macchina 192.168.0.1 è sufficiente eseguire: ssh 192.168.0.1 e successivamente digitare la password relativa all’utente con cui si è eseguito l’accesso in locale.
Supponiamo di voler far un accesso con un utente diverso, è sufficiente eseguire lo stesso comando seguito dallo switch -l e dal nome utente: ssh -l nome_utente 192.168.0.1.
Configurazioni opzionali della shell Bash:
Sono parecchi i modi per personalizzare la potente shell Bash alle proprie esigenze.
Ma ce ne sta uno, non molto conosciuto, che ci permette di intervenire sui suoi comportamenti opzionali “optional shell behavior“, per agire su questa cosa bisogna agire con il comand shopt che ci consente di attivare o disattivare ogni singola caratteristica messa a disposizione dagli sviluppatori.
Bene, la prima cosa da fare è controllare l’elenco di tutte le singole opzioni disponibili e conoscere l’attuale stato di esse, On/Off.
Per fare questo, basta digitare nella shell il seguente comando: shopt oppure shopt -p.
utente@debian:~$ shopt
cdable_vars off
cdspell off
checkhash off
checkwinsize on
cmdhist on
compat31 off
dotglob off
execfail off
expand_aliases on
extdebug off
extglob on
extquote on
failglob off
force_fignore on
gnu_errfmt off
histappend off
histreedit off
histverify off
hostcomplete off
huponexit off
interactive_comments on
lithist off
login_shell off
mailwarn off
no_empty_cmd_completion off
nocaseglob off
nocasematch off
nullglob off
progcomp on
promptvars on
restricted_shell off
shift_verbose off
sourcepath on
xpg_echo off
che permette di correggere numerosi errori di battitura che si potrebbero commettere durante l’utilizzo del comando Ecco, dovrebbe uscire simile a questo di sopra, facciamo un esempio prendiamo per caso l’opzione cdspellcd, infatti basta attivarla: shopt -s cdspell, e la shell provvederà a correggere sia l’inversione dei caratteri, o la mancanza di uno di essi o la presenza di troppi caratteri, ora proviamo a scrivere volutamente cd /usr/local/shhare, la shell si accorgerà di questo errore e ci porterà direttamente in /usr/local/share.
Informasi sui i moduli:
I vari moduli del kernel Linux e i loro nomi. sono alquanto criptici, nel senso, che basta dare solamente un occhiata in /lib/modules/versione_kernel/kernel per capire subito che, se non sappiamo esattamente cosa cercare, e trovare quello che sta “meglio” nel nostro hardware è veramente dura.
Ma per nostra fortuna è possibile ottenere delle maggiori informazioni, tramite l’utilizzo del comand modinfo, ad esempio: modinfo modulo_kernel.
Con quest’ultimo comando, riusciamo ad ottenere le varie informazioni riguardo al modulo in questione, preso in esame.
Tra questi dati troviamo anche una attenta descrizione del modulo stesso, il tipo di licenza, gli autori, la versione e infine la cosa più importante, i parametri che possono essere passati al modulo cosi da essere in grado di agire direttamente sulla configurazione di una periferica.